| La
Bohème
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| (Scene
da «La vie de Bohème» di Henry Murger) Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa DRAMATIS
PERSONÆ Epoca: 1830 circa. Luogo:
Parigi. «...pioggia o polvere, freddo o solleone, nulla arresta questi arditi avventurieri... «La loro esistenza è un'opera di genio di ogni giorno, un problema quotidiano, che essi pervengono sempre a risolvere con l'aiuto di audaci matematiche... «Quando il bisogno ve li costringe, astinenti come anacoreti; ma se nelle loro mani cade un po' di fortuna, eccoli cavalcare in groppa alle più fantasiose matterìe, amando le più belle donne e le più giovani, bevendo i «La Bohème ha un parlare suo speciale, un gergo... Il suo vocabolario è l'inferno della retorica e il paradiso del neologismo... Vita gaia e terribile!...» (H. Murger, prefazione alla «Vie de Bohème») 1 |
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1 Gli autori del presente libretto, meglio che seguire a passo a passo il libro di Murger (anche per ragioni di opportunità teatrali e soprattutto musicali), hanno voluto ispirarsi alla sua essenza racchiusa in questa mir Se stettero fedeli ai caratteri dei personaggi, se furono a volte quasi meticolosi nel riprodurre certi particolari ambienti, se nello svolgimento scenico si attennero al fare del Murger suddividendo il libretto in «quadri ben distinti», negli e Chi puo non confondere nel delicato profilo di una sola donna quelli di Mimì e di Francine? Chi quando legge delle «manine» di Mimì più «bianche di quelle della dea dell'ozio», non pensa al manicotto di Francine? Gli
autori stimarono di dover rilevare una tale identità di caratteri.
Parve ad essi che quelle due gaie, delicate ed infelici creature rappresentassero
nella commedia della Bohème un solo personaggi cui si potrebbe
benissimo, in luogo dei n G.G.
- L.I. |