Il barbiere di Siviglia
Melodramma buffo in due atti

Libretto di Cesare Sterbini
Musica di Gioachino Rossini

Atto primo: 1  2 3   4  5  6  7  8  9  10  11  12 13  14  15
Atto secondo:  1  2  3  4  5  6  7  8  9 10      


Avvertimento al pubblico
La Commedia del Signor Beaumarchais intitolata Il barbiere di Siviglia, o sia "l'inutile precauzione" si presenta in Roma ridotta a Dramma Comico col titolo di Almaviva, o sia l'inutile precauzione all'oggetto di pienamente convincere il pubblico de' sentimenti di rispetto e venerazione che animano l'Autore della Musica del presente Dramma verso il tanto celebre Paesiello che ha già trattato questo soggetto sotto il primitivo suo titolo. Chiamato ad assumere il medesimo difficile incarico il Signor Maestro Gioacchino Rossini, onde non incorrere nella taccia d'una temeraria rivalità coll'immortale autore che lo ha preceduto, ha espressamente richiesto che Il Barbiere di Sivigilia fosse di nuovo interamente versificato, e che vi fossero aggiunte parecchie nuove situazioni di pezzi musicali, ch'eran d'altronde reclamate dal moderno gusto teatrale cotanto cangiato dall'epoca in cui scrisse la sua musica il rinomato Paesiello. Qualche altra differenza fra la tessitura del presente Dramma, e quella della Commedia Francese sopraccitata fu prodotta dalla necessità d'introdurre nel soggetto medesimo i Cori, sì perché voluti dal moderno uso, sì perché indispensabili all'effetto musicale in un Teatro di una ragguardevole ampiezza. Di ciò si fa inteso il cortese pubblico anche a discarico dell'Autore del nuovo Dramma, il quale senza il concorso di sì imponenti circostanze non avrebbe osato introdurre il più piccolo cangiamento nella produzione Francese già consagrata dagli applausi teatrali di tutta l'Europa.

Personaggi

Il Conte d'Almaviva [tenore]
Bartolo, Dottore in Medicina, Tutore di Rosina [basso]

Rosina, Ricca pupilla in Casa di Bartolo [mezzosoprano]

Figaro, Barbiere [baritono]

Basilio, Maestro Di musica di Rosina, ipocrita [basso]

Berta, Vecchia Governante in Casa di Bartolo [soprano]

Fiorello, Servitore di Almaviva [baritono]

Ambrogio, Servitore di Bartolo [basso]

Un Ufficiale; un Alcalde, o Magistrato; un Notaro; Alguazils, ossiano Agenti di Polizia; Soldati; Suonatori di Istromenti.

La scena si rappresenta in Siviglia.

ATTO PRIMO

[Sinfonia]
Scena I

Il momento dell'azione è sul terminar della notte. La scena rappresenta una Piazza nella Città di Siviglia. A sinistra è la Casa di Bartolo con ringhiera praticabile circondata da gelosia che deve aprirsi, e chiudersi a suo tempo con chiave.

[Introduzione]

Fiorello con lanterna nelle mani introducendo nella Scena vari Suonatori di strumenti. Indi il Conte avvolto in un mantello.
Fiorello (avanzandosi con cautela) Piano pianissimo Senza parlar Tutti con me Venite qua.

Coro Piano pianissimo Eccoci qua.

Fiorello Tutto è silenzio Nessun qui sta, Che i nostri canti Possa turbar.

Conte (sotto voce) Fiorello... Olà...

Fiorello Signor, son qua.

Conte Ebben... gli amici?...

Fiorello Son pronti già.

Conte Bravi, bravissimi, Fate silenzio, Piano pianissimo Senza parlar.

Coro Piano pianissimo Senza parlar.

(i Suonatori accordano gl'istromenti, e il Conte canta accompagnato da essi)

[Cavatina]

Conte Ecco ridente in cielo Spunta la bella aurora, E tu non sorgi ancora E puoi dormir così? Sorgi, mia belle speme, Vieni bell'idol mio, Rendi men crudo, oh dio, Lo stral che mi ferì. Oh sorte! già veggo Quel caro sembiante Quest'anima amante Ottenne pietà. Oh istante d'amore, Oh dolce contento Che eguale non ha. Ehi Fiorello?...
Fiorello Mio Signore.

Conte Dì, la vedi?...

Fiorello Signor no.

Conte Ah ch'è vana ogni speranza!

Fiorello Signor Conte, il giorno avanza.

Conte Ah che penso, che farò? Tutto è vano... Buona gente!

Coro (sotto voce) Mio Signore.

Conte Avanti, avanti. (dà la borsa a Fiorello, il quale distribuisce denari a tutti) Più di suoni, più di canti Io bisogno ormai non ho.

Fiorello Buona notte a tutti quanti Più di voi che far non ho.

(i Suonatori circondano il Conte ringraziandolo, e baciandogli la mano, e il vestito. Egli indispettito per lo strepito che fanno li va cacciando. Lo stesso fa anche Fiorello)

Coro Mille grazie... mio Signore... Del favore... dell'onore... Ah di tanta cortesia Obbligati in verità. (Oh che incontro fortunato! È un Signor di qualità.)

Conte Basta basta, non parlate... Ma non serve, non gridate... Maledetti, andate via... Ah canaglia via di qua. Tutto quanto il vicinato, Questo chiasso sveglierà.

Fiorello Zitti, zitti... che rumore!... Ma che onore? che favore!... Maledetti, andate via, Ah canaglia, via di qua. Ve' che chiasso indiavolato Ah che rabbia che mi fa.

[Recitativo]

Conte Gente indiscreta!... Ah quasi Con quel chiasso importuno Tutto quanto il quartier han risvegliato. Alfin sono partiti!... (guardando verso la ringhiera) e non si vede! È inutile sperar. (passeggia riflettendo) Eppur qui voglio Aspettar di vederla. Ogni mattina Ella su quel balcone A prender fresco viene in sull'aurora. Proviamo. Olà, tu ancora Ritirati, Fiorel.
Fiorello Vado. Là in fondo Attenderò suoi ordini.

(si ritira)

Conte Con lei Se parlar mi riesce Non voglio testimoni. Che a quest'ora Io tutti i giorni qui vengo per lei Deve essersi avveduta. Oh vedi, amore A un uomo del mio rango Come l'ha fatta bella!... eppure!... eppure!... Oh deve esser mia sposa!... (si sente da lontano venire Figaro cantando) Chi è mai quest'importuno?... Lasciamolo passar; sotto quegli archi Non veduto vedrò quanto bisogna; Già l'alba è appena, e amor non si vergogna.

(si nasconde sotto il portico)

 
 
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Scena II
[Cavatina]

Figaro con chitarra appesa al collo, e detto.
Figaro La ran la lera, La ran la là. Largo al factotum Della città. Presto a bottega, Che l'alba è già. La ran la lera, La ran la là. A che bel vivere Che bel piacere Per un barbiere Di qualità. Ah bravo Figaro Bravo bravissimo Fortunatissimo Per verità! La ran la lera, La ran la là. Pronto a far tutto La notte e il giorno Sempre d'intorno In giro sta. Miglior cuccagna Per un barbiere Vita più nobile No non si dà. La ran la lera, La ran la là. Rasori e pettini Lancette, e forbici Al mio comando Tutto qui sta. Se poi mi capita Il buon momento... Nel mio mestiere Vaglio per cento... La ran la lera, La ran la là. Tutti mi chiedono Tutti mi vogliono Donne, ragazzi, Vecchi, fanciulle, Qua la parrucca... Presto la barba... Qua la sanguigna... Figaro... Figaro... Son qua, son qua... Ohimè che furia, Ohimè che folla, Uno alla volta Per carità. Figaro... Figaro... Eccomi qua, Pronto prontissimo Son come un fulmine Sono il factotum Della città. Ah bravo Figaro Bravo bravissimo Fortunatissimo Per verità. La ran la lera, La ran la là.

[Recitativo]

Ah ah! che bella vita! Faticar poco, divertirsi assai, E in tasca sempre aver qualche dobblone, Gran frutto della mia riputazione. Ecco qua: senza Figaro Non si accasa in Siviglia una ragazza; A me la vedovella Ricorre per marito, io colla scusa Del pettine di giorno, Della chitarra col favor la notte A tutti onestamente, Non so perché m'adatto a far piacere, Oh che vita, che vita! oh che mestiere. Orsù, presto a bottega...
Conte (È desso, o pur m'inganno?)

Figaro (Chi sarà mai costui?)

Conte (Oh è lui senz'altro.) Figaro!...

Figaro Mio padrone... Oh chi veggo!... Eccellenza...

Conte Zitto, zitto, prudenza: Qui non son conosciuto, Né vo' farmi conoscere. Per questo Ho le mie gran ragioni.

Figaro Intendo, intendo. La lascio in libertà.

Conte No...

Figaro Che serve?...

Conte No, dico: resta qua; Forse ai disegni miei Non giungi inopportuno... Ma cospetto, Dimmi un po', buona lana, Come ti trovi qua?... poter del mondo, Ti veggo grasso, e tondo...

Figaro La miseria, Signore.

Conte Ah birbo!

Figaro Grazie.

Conte Hai messo ancor giudizio?...

Figaro Oh e come!... [ed ella Come in Siviglia?...

Conte Or te lo spiego. Al Prado Vidi un fior di bellezza, una fanciulla Figlia d'un certo Medico barbogio Che qua da pochi dì s'è stabilito. Io di questa invaghito Lasciai patria, e parenti, e qua men venni, E qui la notte e il giorno Passo girando a que' balconi intorno.

Figaro A que' balconi?... un medico?... oh cospetto, Siete ben fortunato; Su i maccheroni il cascio v'è cascato.

Conte Come?

Figaro Certo. Là dentro Io son barbiere, perucchier, chirurgo, Bottanico, spezial, veterinario, Il faccendier di casa.

Conte Oh che sorte!...

Figaro Non basta: la ragazza Figlia non è del medico. È soltanto La sua pupilla!...

Conte Oh che consolazione!...

Figaro Perciò... Zitto!...

Conte Cos'è?

Figaro S'apre il balcone. (si ritirano sotto il portico)

 
 
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scena III
Rosina, indi Bartolo sulla ringhiera, e detti.

Rosina (guardando per la piazza) Non è venuto ancor. Forse...

Conte (uscendo dal portico) O mia vita, Mio nume, mio tesoro. Vi veggo alfine! alfine...

Rosina Oh che vergogna!... Vorrei dargli il biglietto. (cava una carta)

Bartolo (di dentro) Ebben, ragazza, (il Conte si ritira in fretta) Il tempo è buono?... (esce) cos'è quella carta?...

Rosina Niente, niente, signor: son le parole Dell'aria dell'inutil precauzione.

Conte (a Figaro) Ma brava! dell'inutil precauzione!

Figaro (al Conte) Che furba!

Bartolo Cosa è questa Inutil precauzione?...

Rosina O bella! è il titolo Del nuovo Dramma in Musica.

Bartolo Un Dramma?... bella cosa! Sarà al solito un Dramma semiserio; Un lungo malinconico noioso Poetico strambotto; Barbaro gusto! secolo corrotto!

Rosina Ah me meschina! l'aria m'è caduta!... (si lascia cadere la carta in strada) Raccoglietela presto...

Bartolo Vado, vado. (rientra)

Rosina Ps, ps.

Conte (fuori) Ho inteso. (raccoglie la carta)

Rosina Presto.

Conte (sottovoce) Non temete. (si ritira)

Bartolo (fuori) Son qua: dov'è?... (cercando)

Rosina Ah il vento La porta via... guardate... (additando in lontananza)

Bartolo Io non la veggo... E signorina!... non vorrei!... (cospetto! Costei m'avesse preso!...) in casa, in casa, Animo su, a chi dico?... in casa, presto.

Rosina Vado, vado: che furia!...

Bartolo Quel balcone Voglio farlo murare. Dentro dico.

Rosina Oh che vita da crepare! (rientra) (Bartolo anch'esso rientra in casa)

 
 
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scena IV
Conte, e Figaro, indi Bartolo.

Conte Povera disgraziata! Il suo stato infelice Sempre più m'interessa!...

Figaro Presto, presto, Vediamo cosa scrive.

Conte Appunto, leggi.

Figaro (legge) ³Le vostre assidue premure hanno eccitata la mia curiosità. Il mio Tutore è per uscire di casa; appena si sarà allontanato procurate con qualche mezzo ingegnoso d'indicarmi il vostro nome, il vostro stato, e le vostre intenzioni. Io non posso giammai comparire al balcone senza l'indivisibile compagnia del mio tiranno. Siate però certo, che tutto è disposta a fare per rompere le sue catene la sventurata Rosina².

Conte Sì, sì, le romperà. Su, dimmi un poco, Che razza d'uomo è questo suo Tutore?

Figaro Un vecchio indemoniato Avaro, sospettoso, brontolone... Avrà cent'anni indosso E vuol fare il galante: indovinate? Per mangiare a Rosina Tutta l'eredità, s'è fitto in capo Di volerla sposare... aiuto!

Conte Che?

Figaro S'apre la porta. (sentendo aprir la porta della casa di Bartolo si ritirano in fretta)

Bartolo (parlando verso le quinte) Fra momenti io torno; Non aprite a nessuno. Se don Basilio Venisse a cercarmi, che m'aspetti. (chiude la porta di casa, tirandola dietro di sé) Le mie nozze con lei meglio è affrettare; Sì, dentr'oggi vo' finir quest'affare. (parte)

Conte (fuori con Figaro) Dentr'oggi le sue nozze con Rosina? Ah vecchio ribambito! Ma dimmi or tu: chi è questo don Basilio?

Figaro È un solenne imbroglion di matrimoni, Un collo torto, un vero disperato Sempre senza un quattrino... Già è maestro di musica: Insegna alla ragazza.

Conte Bene, bene, Tutto giova sapere. Ora pensiamo Della bella Rosina A soddisfar le brame. Il nome mio Non le vo' dir, né il grado. Assicurarmi Vo' prima, che ella ami me, me solo al [mondo, Non le ricchezze e i titoli Del conte d'Almaviva. Ah tu potresti...

Figaro Io?... no, signor: voi stesso Dovete...

Conte Io stesso? e come?

Figaro Zi... zitti: eccoci a tiro: Osservate... per bacco: non mi sbaglio: Dietro la gelosia sta la ragazza. Presto presto all'assalto: niun ci vede. In una canzonetta, (presentandogli la chitarra) Così, alla buona, il tutto Spiegatele, signor.

Conte Una canzone?

Figaro Certo; ecco la chitarra, presto, andiamo.

Conte Ma io...

Figaro Oh che pazienza!

Conte Ebben, proviamo.

(prende la chitarra, e canta accompagnandosi)

[Canzone] Se il mio nome saper voi bramate, Dal mio labbro il mio nome ascoltate. Io sono Lindoro Che fido adoro, Che sposa vi bramo, Che a nome vi chiamo, Di voi sempre cantando così, Dall'aurora al tramonto del dì.

(di dentro si sente la voce di Rosina ripetere il ritornello della Canzone)

Figaro Sentite?... ah, che vi pare?

Conte Oh me felice!

Figaro Evviva, a voi, seguite.

Conte (canta) L'amoroso sincero Lindoro Non può darvi, mia cara, un tesoro. Io ricco non sono Ma un core vi dono, Un'anima amante Che fida e costante Per voi sempre sospira così Dall'aurora al tramonto del dì.

Rosina (di dentro) L'amorosa sincera Rosina Il suo core a Lindo... (si sentono di dentro chiudere le finestre)

[Recitativo]

Conte Oh cielo!...

Figaro Nelle stanze Convien dir che qualcuno entrato sia. Ella si è ritirata.

Conte Ah cospettone, Io già deliro, avvampo!... oh, ad ogni costo Vederla io voglio, vo' parlarle. Ah tu, Tu mi devi aiutar...

Figaro Ih, ih, che furia, Sì, sì, v'aiuterò.

Conte Da bravo: entr'oggi Vo' che tu m'introduca in quella casa. Dimmi; come farai?... via!... del tuo spirto Vediam qualche prodezza.

Figaro Del mio spirto!... Bene... vedrò... ma in oggi...

Conte Eh via, t'intendo, Va là, non dubitar; di tue fatiche Largo compenso avrai.

Figaro Davver?

Conte Parola.

Figaro Dunque oro a discrezione?

Conte Oro a bizzeffe. Animo, via.

Figaro Son pronto; ah, non sapete I simpatici effetti prodigiosi Che ad appagare il mio signor Lindoro Produce in me la dolce idea dell'oro.

[Duetto] All'idea di quel metallo Portentoso, onnipossente, Un vulcano la mia mente Già comincia a diventar.

Conte Su vediam di quel metallo Qualche effetto sorprendente, Del vulcan della tua mente Qualche mostro singolar.

Figaro Voi dovreste travestirvi Per esempio... da soldato.

Conte Da soldato?

Figaro Sì signore.

Conte Da soldato?... e che si fa?

Figaro Oggi arriva un reggimento.

Conte Sì, m'è amico il colonnello.

Figaro Va benon.

Conte Ma, e poi?

Figaro Cospetto! Dell'alloggio col biglietto Quella porta s'aprirà. Che ne dite, mio signore? L'invenzione è naturale?

Conte Oh che testa originale! Bravo, bravo in verità.

Figaro Oh che testa universale! Bella, bella in verità. Piano, piano... un'altra idea!... Veda l'oro cosa fa. Ubbriaco... sì, ubbriaco, Mio signor, si fingerà

Conte Ubbriaco?...

Figaro Sì signore.

Conte Ubbriaco?... Ma perché?...

Figaro (imitando moderatamente i motti d'un ubbriaco) Perché d'un che poco è in sé, Che dal vino casca già, Il tutor credete a me, Il tutore si fiderà.

Conte e Figaro Questa è bella per mia fé, Bravo, bravo in verità.

Conte Dunque.

Figaro All'opra.

Conte Andiam.

Figaro Da bravo.

Conte Vado... Oh il meglio mi scordavo! Dimmi un po', la tua bottega, Per trovarti, dove sta?

Figaro La bottega? non si sbaglia, Guardi bene: eccola là. (additando fra le quinte) Numero quindici a mano manca, Quattro gradini, facciata bianca, Cinque parrucche nella vetrina, Sopra un cartello ³Pomata fina², Mostra in azzurro alla moderna, V'è per insegna una lanterna... Là senza fallo mi troverà.

Conte Ho ben capito...

Figaro Or vada presto.

Conte Tu guarda bene...

Figaro Io penso al resto.

Conte Di te mi fido...

Figaro Colà l'attendo.

Conte Mio caro Figaro...

Figaro Intendo, intendo.

Conte Porterò meco...

Figaro La borsa piena.

Conte Sì, quel che vuoi, ma il resto poi...

Figaro Oh non si dubiti, che bene andrà.

Conte Ah che d'amore La fiamma io sento, Nunzia di giubbilo E di contento! Ecco propizia Che in sen mi scende, D'ardore insolito Quest'alma accende E di me stesso Maggior mi fa.

Figaro Delle monete Il suon già sento! L'oro già viene, Viene l'argento; Eccolo, eccolo, Che in tasca scende, D'ardore insolito Quest'alma accende E di me stesso Maggior mi fa. (Figaro entra in casa di Bartolo, il Conte parte)

 
 
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scena V
Camera nella casa di don Bartolo, con quattro porte. Di prospetto la fenestra con gelosia, come nella Scena prima. A destra uno scrittoio.

[Cavatina]

Rosina con lettera in mano.
Rosina Una voce poco fa Qua nel cor mi risuonò, Il mio cor ferito è già E Lindor fu che il piagò. Sì, Lindoro mio sarà, Lo giurai, la vincerò. Il Tutor ricuserà, Io l'ingegno aguzzerò, Alla fin s'accheterà E contenta io resterò. Sì, Lindoro mio sarà, Lo giurai, la vincerò. Io sono docile, son rispettosa, Sono ubbidiente, dolce, amorosa, Mi lascio reggere, mi fo guidar. Ma se mi toccano Qua nel mio debole, Sarò una vipera, E cento trappole Prima di cedere Farò giocar.

[Recitativo]

Sì, sì, la vincerò. Potessi almeno Mandargli questa lettera. Ma come! Di nessun qui mi fido: Il Tutore ha cent'occhi... basta, basta: Sigilliamola intanto. (va allo scrittoio, e sigilla la lettera) Con Figaro il barbier dalla fenestra Discorrer l'ho veduto più d'un'ora: Figaro è un galantuomo, Un giovin di buon cuore... Chi sa ch'ei non protegga il nostro amore.
 
 
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scena VI
Figaro, e detta.

Figaro Oh buon dì, signorina.

Rosina Buon giorno, signor Figaro.

Figaro Ebbene che si fa?

Rosina Si muor di noia.

Figaro Oh diavolo! possibile! Una ragazza bella e spiritosa...

Rosina Ah ah mi fate ridere! Che mi serve lo spirito, Che giova la bellezza, Se chiusa io sempre sto fra quattro mura Che mi par d'esser proprio in sepoltura?

Figaro In sepoltura?... oibò! (chiamandola a parte) Sentite, io voglio...

Rosina Ecco il Tutor.

Figaro Davvero?

Rosina Certo certo, è il suo passo.

Figaro Salva salva; fra poco Ci rivedremo: ha da dirvi qualche cosa.

Rosina Eh ancor io, signor Figaro.

Figaro Bravissima, Vado. (si nasconde nella prima porta a sinistra, e poi tratto tratto si fa vedere)

Rosina Quanto è garbato.

 
 
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scena VII
Bartolo, e detta, indi Berta, e Ambrogio.

Bartolo Ah disgraziato Figaro! Ah indegno! ah maledetto! ah scellerato!

Rosina (Ecco qua! sempre grida.)

Bartolo Ma si può dar di peggio! Un ospedale ha fatto di tutta la famiglia A forza d'opio, sangue, e starnutiglia! Signorina, il barbiere Lo vedeste?...

Rosina Perché?

Bartolo Perché! lo vo' sapere.

Rosina Forse anch'egli v'adombra?

Bartolo E perché no?

Rosina Ebben ve lo dirò. Sì, l'ho veduto, Gli ho parlato, mi piace, m'è simpatico Il suo discorso, il suo gioviale aspetto. (Crepa di rabbia, vecchio maledetto.)

(entra nella seconda camera a destra)

Bartolo Vedete che grazietta! Più l'amo e più mi sprezza la briccona. Certo certo è il barbiere Che la mette in malizia. Chi sa cosa le ha detto! Chi sa? or lo saprò. Ehi Berta, Ambrogio.

Berta (starnutando) Eccì!

Ambrogio (sbadigliando) Aah! che comanda?

Bartolo (a Berta) Dimmi...

Berta Eccì!

Bartolo Il barbiere Parlato ha con Rosina?

Berta Eccì!

Bartolo (ad Ambrogio) Rispondi Almen tu, babbuino.

Ambrogio Aah!

Bartolo Che pazienza!

Ambrogio Aah! che sonno.

Bartolo Ebben?...

Berta Venne... ma io...

Bartolo Rosina...

Ambrogio Aah!

Berta Eccì!

Ambrogio Aah!

Berta Eccì!

Bartolo Che serve! Eccoli qua, son mezzi morti. Parlate.

Ambrogio Aah!

Berta Eccì!

Bartolo Eh il diavol che vi porti. (li caccia dentro la scena)

 

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scena VIII
Bartolo, indi don Basilio.

Bartolo Ah barbiere d'inferno! Tu me la pagherai... Qua don Basilio Giungete a tempo. Oh! io voglio Per forza o per amor dentro domani Sposar la mia Rosina. Avete inteso?

Basilio (dopo molte riverenze) Eh voi dite benissimo E appunto io qui veniva ad avvisarvi... (chiamandolo a parte) Ma segretezza!... è giunto Il Conte d'Almaviva.

Bartolo Chi? l'incognito amante Della Rosina?

Basilio Appunto quello.

Bartolo Oh diavolo! Ah qui ci vuol rimedio.

Basilio Certo: ma... alla sordina.

Bartolo Sarebbe a dir?...

Basilio Così, con buona grazia Bisogna principiare A inventar qualche favola Che al pubblico lo metta in mala vista, Che comparir lo faccia Un uomo infame, un'anima perduta... Io io vi servirò: fra quattro giorni, Credete a me, Basilio ve lo giura, Noi lo farem sloggiar da queste mura.

Bartolo E voi credete...

Basilio Oh certo! è il mio sistema E non sbaglia.

Bartolo E vorreste... Ma una calunnia...

Basilio Ah dunque La calunnia cos'è voi non sapete?

Bartolo No davvero.

Basilio No? Uditemi e tacete.

[Aria] La calunnia è un venticello Un'auretta assai gentile Che insensibile sottile Leggermente dolcemente Incomincia a sussurrar. Piano piano terra terra Sotto voce sibillando Va scorrendo, va ronzando, Nelle orecchie della gente S'introduce destramente, E le teste ed i cervelli Fa stordire e fa gonfiar. Dalla bocca fuori uscendo Lo schiamazzo va crescendo: Prende forza a poco a poco, Scorre già di loco in loco, Sembra il tuono, la tempesta Che nel sen della foresta, Va fischiando, brontolando, E ti fa d'orror gelar. Alla fin trabocca, e scoppia, Si propaga si raddoppia E produce un'esplosione Come un colpo di cannone, Un tremuoto, un temporale, Un tumulto generale Che fa l'aria rimbombar. E il meschino calunniato Avvilito, calpestato Sotto il pubblico flagello Per gran sorte va a crepar.

[Recitativo]

Ah che ne dite?
Bartolo Eh sarà ver, ma diavolo! Una calunnia è cosa che fa orrore! No no non voglio affatto, e poi e poi Si perde tempo, e qui stringe il bisogno. No, vo' fare a mio modo; In mia camera andiam. Voglio che insieme Il contratto di nozze ora stendiamo. Quando sarà mia moglie Da questi zerbinotti innamorati Metterla in salvo sarà pensier mio.

Basilio (Vengan denari: al resto son qua io.) (entrano nella prima camera a destra)

 
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scena IX
Figaro uscendo con precauzione, indi Rosina.

Figaro ma bravi! ma benone! Ho inteso tutto. Evviva al buon dottore. Povero babbuino! Tua sposa?... eh via! pulisciti il bocchino. Or che stanno là chiusi Procuriam di parlare alla ragazza: Eccola appunto.

Rosina Ebbene signor Figaro?

Figaro Gran cose, signorina.

Rosina Sì davvero?

Figaro Mangerem dei confetti.

Rosina Come sarebbe a dir?

Figaro Sarebbe a dire Che il vostro bel tutore ha stabilito Esser dentro doman vostro marito.

Rosina Eh via!

Figaro Oh ve lo giuro; A stendere il contratto Col maestro di musica Là dentro or s'è serrato.

Rosina Sì? oh l'ha sbagliata affé! Povero sciocco, l'avrà a far con me. Ma dite, signor Figaro, Voi poco fa sotto le fenestre Parlavate a un signore...

Figaro A un mio cugino... Un bravo giovenotto, buona testa, Ottimo cuore; qui viene I suoi studi a compire, E il poverin cerca di far fortuna.

Rosina Fortuna? eh la farà.

Figaro Oh ne dubito assai: in confidenza Ha un gran difetto addosso.

Rosina Un gran difetto?...

Figaro Ah grande, è innamorato morto.

Rosina Sì, davvero? Quel giovane vedete, M'interessa moltissimo.

Figaro Per bacco!

Rosina Non ci credete?...

Figaro Oh sì.

Rosina E la sua bella, Dite, abita lontano?...

Figaro Oh no!... cioè... Qui!... due passi...

Rosina (Io scommetto... Scommetto ch'ei sa tutto. Or mi chiarisco.)

Figaro (Ora casca.)

Rosina Ah un piacere Io chiederti vorrei...

Figaro Dite, son qua.

Rosina Del tuo cugin l'amante fortunata è bella?

Figaro Oh bella assai, Eccovi il suo ritratto in due parole. Grassotta, genialotta, Capello nero, guancia porporina, Occhio che parla, mano che innamora.

Rosina E il nome?...

Figaro Ah il nome ancora?... Il nome... Ah che bel nome... Si chiama...

Rosina Ebben?... si chiama?...

Figaro

Poverina!... Si chiama... r... o... ro... rosi... Rosina.

[Duetto]

Rosina Dunque io son... tu non m'inganni? Dunque io son la fortunata!... (Già me l'ero immaginata: Lo sapevo pria di te.)

Figaro Di Lindoro il vago oggetto Sì, voi siete, o mia Rosina. (è una volpe sopraffina La sa lunga per mia fé!)

Rosina Senti senti, ma a Lindoro Per parlar come si fa?

Figaro Zitto, zitto, qui Lindoro Per parlarvi or or sarà.

Rosina Per parlarmi?... bravo! bravo! Venga pur, ma con prudenza; Io già moro d'impazienza! Ah che tarda?... cosa fa?

Figaro Egli attende qualche segno Poverin del vostro affetto; Sol due righe di biglietto Gli mandate, e qui verrà. Che ne dite?...

Rosina Non saprei...

Figaro Su coraggio.

Rosina Non vorrei...

Figaro Sol due righe...

Rosina Mi vergogno...

Figaro Ma di che?... di che?... si sa? Presto presto; qua un biglietto. (andando allo scrittoio)

Rosina Un biglietto?... eccolo qua. (richiamandolo cava dalla tasca il biglietto e glielo dà)

Figaro (attonito) Già era scritto!... oh ve' che bestia. E il maestro io faccio a lei! Ah che in cattedra costei Di malizia può dettar. Donne donne, eterni dei, Chi vi arriva a indovinar?

Rosina Fortunati affetti miei Io comincio a respirar. Ah tu solo, amor, tu sei Che mi devi consolar. (Figaro parte)

scena X

[Recitativo]

Rosina, indi Bartolo.
Rosina Ora mi sento meglio. Questo Figaro è un bravo giovinotto.

Bartolo In somma, colle buone, Potrei sapere dalla mia Rosina Che venne a far colui questa mattina?

Rosina Figaro? non so nulla.

Bartolo Ti parlò?

Rosina Mi parlò.

Bartolo Che ti diceva?

Rosina Oh mi parlò di cento bagattelle; Del figurin di Francia, Del mal della sua figlia Marcellina...

Bartolo Davvero? ed io scommetto... Che portò la risposta al tuo biglietto.

Rosina Qual biglietto?

Bartolo Che serve! L'arietta dell'inutil precauzione Che ti cadde staman giù dal balcone. Vi fate rossa?... (avessi indovinato!) Che vuol dir questo dito Così sporco d'inchiostro?

Rosina Sporco? oh nulla! Io me l'avea scottato, E coll'inchiostro or or l'ho medicato.

Bartolo (Diavolo!) E questi fogli? Or son cinque, eran sei.

Rosina Que' fogli?... è vero; D'uno mi son servita A mandar de' confetti a Marcellina.

Bartolo Bravissima! E la penna Perché fu temperata?

Rosina (Maledetto) La penna?... Per disegnare un fiore sul tamburo.

Bartolo Un fiore?

Rosina Un fiore.

Bartolo Un fiore? Ah fraschetta!

Rosina Davver?...

Bartolo Zitto.

Rosina Credete...

Bartolo Basta così...

Rosina Signor...

Bartolo Non più, tacete.

[Aria] A un dottor della mia sorte Queste scuse, signorina?... Vi consiglio mia carina Un po' meglio a imposturar. I confetti alla ragazza? Il ricamo sul tamburo? Vi scottaste?... Eh via!... eh via!... Ci vuol altro figlia mia, Per potermi corbellar. Perché manca là quel foglio? Vo' saper cotesto imbroglio; Sono inutili le smorfie... Ferma là; non mi toccate; Figlia mia, non lo sperate, Non mi lascio infinocchiar. Via carina, confessate, Son disposto a perdonar. Non parlate? vi ostinate?... So ben io quel che ho da far. Signorina, un'altra volta Quando Bartolo andrà fuori La consegna ai servitori A suo modo dar saprà. E non servono le smorfie; Faccia pur la gatta morta; Cospetton per quella porta Nemmen l'aria entrar potrà. E Rosina innocentina, Sconsolata disperata In sua camera serrata Fin ch'io voglio star dovrà.

(parte)

 
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scena XI
Rosina sola.

[Recitativo]

Rosina Brontola quanto vuoi, Chiudi porte e fenestre. Io me ne rido. Già di noi altre femmine Anche alla più marmotta Per aguzzar l'ingegno, E farla spiritosa tutto a un tratto Basta chiuderla a chiave, e il colpo è fatto. (entra nella seconda camera a destra)
 
 
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scena XII
Berta sola dalla seconda camera a sinistra.

Berta Finora in questa camera Mi parve di sentire un mormorio, Sarà stato il tutor. Colla pupilla Non ha un'ora di ben. Queste ragazze Non la voglion capir... (si ode picchiare) Battono.

Conte (di dentro)   Aprite.

Berta Vengo. Eccì! Ancora dura. Quel tabacco mi ha posto in sepoltura.

 
 
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scena XIII
Il Conte travestito da soldato di Cavalleria, indi Bartolo.

[Finale I]

Conte Ehi di casa... buona gente... Ehi di casa... niun mi sente!...
Bartolo Chi è costui?... che brutta faccia! è ubbriaco!... chi sarà?

Conte Ehi di casa... Maledetti!... Bartolo Cosa vuol, signor soldato?

Conte (vedendolo) Ah... sì, sì... bene obbligato. (cerca in tasca)

Bartolo (Qui costui che mai vorrà?)

Conte Siete voi... Aspetta un poco... Siete voi... Dottor Balordo...

Bartolo Che balordo?...

Conte (leggendo) Ah ah, Bertoldo.

Bartolo Che Bertoldo? Eh andate al diavolo, Dottor Bartolo.

Conte Ah bravissimo Dottor Barbaro; benissimo... Già c'è poca differenza. (Non si vede! che impazienza! Quanto tarda!... dove sta?)

Bartolo (Io già perdo la pazienza, Qua prudenza ci vorrà.)

Conte Dunque voi... siete dottore?...

Bartolo Son dottore... Sì, signore.

Conte Ah benissimo; un abbraccio. Qua collega.

Bartolo Indietro.

Conte Qua. (lo abbraccia per forza) Sono anch'io dottor per cento Manescalco al reggimento. Dell'alloggio sul biglietto (presentando il biglietto) Osservate, eccolo qua.

Bartolo (Dalla rabbia dal dispetto Io già crepo in verità. Ah ch'io fo, se mi ci metto Qualche gran bestialità!) (legge il biglietto)

Conte (Ah venisse il caro oggetto Della mia felicità. Vieni vieni; il tuo diletto Pien d'amor t'attende qua.)

 
 
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scena XIV
Rosina e detti.

Rosina D'ascoltar qua m'è sembrato Un insolito romore... (si arresta vedendo Bartolo) Un soldato, ed il tutore... Cosa mai faranno qua? (si avanza pian piano)

Conte (È Rosina: or son contento.)

Rosina (Ei mi guarda, e s'avvicina.)

Conte (piano a Rosina) (Son Lindoro.)

Rosina (Oh ciel! che sento! Ah giudizio per pietà.)

Bartolo (vedendo Rosina) Signorina, che cercate? Presto, presto, andate via.

Rosina Vado, vado, non gridate.

Bartolo Presto presto via di qua.

Conte Ehi ragazza vengo anch'io.

Bartolo Dove dove signor mio?

Conte In caserma, oh questa è bella!

Bartolo In caserma?... bagattella!

Conte Cara...

Rosina Aiuto...

Bartolo Olà cospetto.

Conte (a Rosina) (Via prendete... (guardando Bartolo) Maledetto! (a Rosina mostrandole furtivamente un biglietto) Fate presto per [pietà.)

Rosina (al Conte) (Ah ci guarda! (guardando Bartolo) Maledetto! Ah giudizio per pietà.)

Bartolo (Ubbriaco maledetto! Ah costui crepar mi fa.)

Conte (a Bartolo) Dunque vado... (incamminandosi verso le camere interne)

Bartolo (trattenendolo) Oh no signore, Qui d'alloggio star non può.

Conte Come? come?

Bartolo Eh non v'è replica; Ho il brevetto d'esenzione.

Conte (adirato) Che brevetto?...

Bartolo Oh mio padrone, Un momento, e il mostrerò. (va allo scrittoio)

Conte Ah se qui restar non posso Deh prendete...

Rosina Ahimè ci guarda!

Conte e Rosina (Cento smanie io sento addosso Ah più reggere non so.)

Bartolo (cercando nello scrittoio) (Ah trovarlo ancor non posso, Ma sì sì lo troverò.) Ecco qui. (venendo avanti con una pergamena: legge) Con la presente Il dottor Bartolo, etcetera, Esentiamo...

Conte (con un rovescio di mano manda in aria la pergamena) Eh andate al diavolo, Non mi state più a seccar.

Bartolo Cosa fa, signor mio caro?...

Conte Zitto là, dottor Somaro, Il mio alloggio è qui fissato E in alloggio qui vo' star.

Bartolo Voi restar...

Conte Restar sicuro.

Bartolo Oh son stufo, mio padrone. Presto fuori, o un buon bastone Lo farà di qua sloggiar.

Conte (serio) Dunque lei... lei vuol battaglia?... Ben!... battaglia li vo' dar. Bella cosa una battaglia! Ve la voglio or or mostrar. (avvicinandosi amichevolmente a Bartolo) Osservate!... questo è il fosso... L'inimico voi sarete... (gli dà una spinta) Attenzion... (piano a Rosina alla quale si avvicina porgendole la lettera) (giù il fazzoletto.) E gli amici stan di qua. Attenzione!... (coglie il momento in cui Bartolo l'osserva meno attentamente, lascia cadere il biglietto, e Rosina vi fa cader sopra il fazzoletto)

Bartolo Ferma, ferma.

Conte (rivolgendosi, e fingendosi accorgersi della lettera, quale raccoglie) Che cos'è? ah!

Bartolo (avvedendosene) Vo' vedere.

Conte Sì, se fosse una ricetta!... Ma un biglietto... è mio dovere, Mi dovete perdonar. (fa una riverenza a Rosina, e le dà il biglietto, e il fazzoletto)

Rosina Grazie, grazie.

Bartolo Grazie un corno! Vo' saper cotesto imbroglio...

Conte Qualche intrigo di fanciulla. (tirandolo a parte, e tenendolo a bada: intanto Rosina cambia la lettera)

Rosina (Ah cambiar potessi il foglio!...)

Bartolo Vo' veder...

Rosina Ma non è nulla.

Bartolo Qua quel foglio presto qua. (escono da una parte Basilio, e dall'altra Berta)

Basilio (con carte in mano) Ecco qua...oh cosa vedo!...

Berta Il barbiere... uh quanta gente!...

Bartolo (a Rosina) Qua quel foglio, impertinente. A chi dico? presto qua.

Rosina Ma quel foglio, che chiedete Per azzardo m'è cascato, È la lista del bucato...

Bartolo Ah fraschetta! presto qua. (lo strappa con violenza) Ah che vedo! ho preso abbaglio!... È la lista, son di stucco! Ah son proprio un mammalucco, Ah che gran bestialità.

Rosina e Conte Bravo, bravo il mammalucco Che nel sacco entrato è già.

Basilio e Berta Non capisco, son di stucco, Qualche imbroglio qui ci sta.

Rosina (piangendo) Ecco qua... sempre un'istoria, Sempre oppressa, e maltrattata; Ah che vita disperata, Non la so più sopportar.

Bartolo (avvicinandosele) Ah Rosina... poverina...

Conte (minacciandolo, e afferrandolo per un braccio) Vien qua tu, cosa le hai fatto?

Bartolo Ah fermate... niente affatto...

Conte (cavando la sciabla) Ah canaglia, traditore...

Tutti (trattenendolo) Via fermatevi, signore.

Conte Io ti voglio subissar.

Tutti (eccetto il Conte, e Rosina) mi. Gente aiuto, soccorretelo.

Rosina Ma chetatevi...

Conte   Lasciatemi.

Tutti (come sopra) Gente aiuto per pietà.

 
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scena XV
Figaro entrando con bacile sotto il braccio, e detti.

Figaro Alto là Che cosa accadde Signori miei? Che chiasso è questo Eterni dei! Già sulla piazza A questo strepito S'è radunata Mezza città. (piano al Conte) (Signor prudenza Per carità.)

Bartolo (additando il Conte) Questo è un birbante...

Conte Questi è un briccone...

Bartolo Ah disgraziato!...

Conte (minacciandolo con la sciabla) Ah maledetto!...

Figaro (alzando il bacile, e minacciando il Conte) Signor soldato Porti rispetto, O questo fusto Corpo del diavolo Or le creanze Le insegnerà.

Conte (a Bartolo) Brutto scimiotto...

Bartolo Birbo malnato...

Tutti (a Bartolo) Zitto, dottore...

Bartolo Voglio gridare...

Tutti (al Conte) Fermo, signore...

Conte Voglio ammazzare...

Tutti Fate silenzio Per carità. (si ode bussare con violenza alla porta di strada) Zitti, che battono... Che mai sarà?

Bartolo Chi è?

Coro (di dentro) La forza! Aprite qua.

Tutti La forza!... oh diavolo!... (Figaro al Conte, Rosina a Bartolo) L'avete fatta!

Conte e Bartolo Niente paura Vengan pur qua.

Tutti (Quest'avventura Ah come diavolo Mai finirà!)

 
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scena ultima
Un Uffiziale con Soldati, e detti.

Uffiziale Fermi tutti. Niun si muova. Miei signori, che si fa? Questo chiasso donde è nato? La cagione presto qua...

Conte La cagione...

Bartolo Non è vero.

Conte Sì signore...

Bartolo Signor no.

Conte È un birbante...

Bartolo È un impostore.

Uffiziale Un per volta.

Bartolo Io parlerò. Questo soldato M'ha maltrattato...

Rosina Il poverino Cotto è dal vino...

Berta Cava la sciabla...

Basilio Parla d'uccidere...

Figaro Io son venuto Qui per dividere...

Uffiziale Fate silenzio Che intesi già. (al Conte) Siete in arresto, Fuori di qua. (i Soldati si muovono per circondarlo)

Conte Io in arresto? Io? fermi, olà. (con gesto autorevole trattiene i Soldati, che si arrestano. Egli chiama a sé l'Uffiziale, gli dà a leggere un foglio; l'Uffiziale resta sorpreso, vuol fargli un inchino, il Conte lo trattiene. L'Uffiziale fa cenno ai Soldati che si ritirino indietro, e anch'egli fa lo stesso. Quadro di stupore)

Bartolo, Rosina, Basilio, Berta a Fredd ed immobile | o Come una statua Fiato non restami Da respirar.

Conte Freddo ed immobile Come una statua Fiato non restagli Da respirar.

Figaro (ridendo) Guarda don Bartolo! Sembra una statua? Ah ah dal ridere Sto per crepar. [Stretta del Finale I]

Bartolo (all'Uffiziale) Ma signor...

Coro Zitto tu!

Bartolo Ma un dottor...

Coro Oh non più!

Bartolo Ma se lei...

Coro Non parlar...

Bartolo Ma vorrei...

Coro Non gridar...

a tre Ma se noi...

Coro Zitti voi.

a tre Ma se poi...

Coro Pensiam noi, Vada ognun pe' fatti suoi, Si finisca d'altercar.

Tutti Mi par d'esser con la testa In un'orrida fucina Dove cresce e mai non resta Delle incudini sonore L'importuno strepitar. Alternando questo e quello Pesantissimo martello Fa con barbara armonia Muri e volte rimbombar. E il cervello poverello Già stordito sbalordito Non ragiona, si confonde, Si riduce ad impazzar.

Fine dell'Atto Primo
 
 
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ATTO SECONDO
scena I

Camera in casa di Bartolo con sedia, ed un pianoforte con varie carte di musica.

[Recitativo]

Bartolo solo.

Bartolo Ma vedi il mio destino! quel soldato Per quanto abbia cercato Niun lo conosce in tutto il Reggimento. Io dubito... eh cospetto! Che dubitar? scommetto Che dal Conte d'Almaviva è stato qua spedito quel signore Ad esplorar della Rosina il core. Nemmeno in casa propria Sicuri si può star!... ma io... (battono) Chi batte? Ehi, chi è di là? battono, non sentite? (verso le quinte) In casa io son; non v'è timore, aprite.
 
 
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scena II
Il Conte travestito da maestro di musica, e detto.

[Duetto]

Conte Pace e gioia il ciel vi dia.
Bartolo Mille grazie, non s'incomodi.

Conte Gioia e pace per mill'anni.

Bartolo Obbligato in verità. (Questo volto non m'è ignoto, Non ravviso... non ricordo... Ma quel volto... ma quell'abito... Non capisco... chi sarà?)

Conte (Ah se un colpo è andato a vuoto A gabbar questo balordo La mia nuova metamorfosi Più propizia a me sarà.) Gioia, e pace, pace e gioia.

Bartolo Ho capito. (Oh ciel! che noia!)

Conte Gioia e pace, ben di cuore.

Bartolo Basta basta per pietà. (Ma che perfido destino! Ma che barbara giornata! Tutti quanti a me davanti! Che crudel fatalità.)

Conte (Il vecchion non mi conosce: Oh mia sorte fortunata! Ah mio ben fra pochi istanti Parlerem con libertà.)

[Recitativo]

Bartolo Insomma, mio signore, Chi è lei, si può sapere?...
Conte Don Alonso Professore di musica, ed allievo Di don Basilio.

Bartolo Ebbene?

Conte Don Basilio Sta male il poverino, ed in sua vece...

Bartolo (in atto di partire) Sta mal?... corro a vederlo.

Conte (trattenendolo) Piano, piano, Non è un mal così grave.

Bartolo (Di costui non mi fido.) (risoluto) Andiamo, andiamo.

Conte Ma signore...

Bartolo (brusco) Che c'è?

Conte (tirandolo a parte e sotto voce) Voleva dirvi...

Bartolo Parlate forte.

Conte (sottovoce) Ma...

Bartolo (sdegnato) Forte vi dico.

Conte (sdegnato anch'esso, e alzando la voce) Ebben, come volete, Ma chi sia don Alonso apprenderete. Vo dal Conte Almaviva... (in atto di partire)

Bartolo (trattenendolo, e con dolcezza) Piano piano. Dite, dite, v'ascolto.

Conte (a voce alta e sdegnato) Il Conte...

Bartolo Pian per carità.

Conte (calmandosi) Stamane Nella stessa locanda Era meco d'alloggio, ed in mie mani Per caso capitò questo biglietto (mostrando un biglietto) Dalla vostra pupilla a lui diretto.

Bartolo (prendendo il biglietto, e guardandolo) Che vedo!... è sua scrittura!...

Conte Don Basilio occupato col Curiale Nulla sa di quel foglio; ed io per lui Venendo a dar lezione alla ragazza Volea farmene un merito con voi... Perché... con quel biglietto... (mendicando un ripiego con qualche imbarazzo) Si potrebbe...

Bartolo Che cosa?...

Conte Vi dirò... S'io potessi parlare alla ragazza Io creder... verbigrazia... le farei... Che me lo die' del Conte un'altra amante, Prova significante Che il Conte di Rosina si fa gioco, E perciò...

Bartolo Piano un poco. Una calunnia!... Siete un vero scuolar di don Basilio! (lo abbraccia, e mette in tasca il biglietto) Io saprò come merita Ricompensar sì bel suggerimento. Vo a chiamar la ragazza. Poiché tanto per me v'interessate Mi raccomando a voi. (entra nelle camere di Rosina)

Conte (Non dubitare. L'affare del biglietto Dalla bocca m'è uscito non volendo. Ma come far? senza d'un tal ripiego Mi toccava andar via come un baggiano. Il mio disegno a lei Ora paleserò; s'ella acconsente Io son felice appieno. Eccola. Ah il cor sento balzarmi in seno.

 
 
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scena III
Bartolo conducendo Rosina, e detto.

Bartolo Venite, signorina, don Alonso, Che qui vedete, or vi darà lezione.
Rosina (vedendo il Conte) Ah!...

Bartolo Cos'è stato?...

Rosina È un granchio al piede.

Conte [Oh nulla! Sedete a me vicin bella fanciulla. Se non vi spiace un poco di lezione Di don Basilio in vece vi darò.

Rosina Oh con mio gran piacer la prenderò.

Conte Che vuol cantare?

Rosina Io canto, se le aggrada, Il rondò dell'Inutil precauzione.

Bartolo E sempre, sempre in bocca L'Inutil precauzione.

Rosina (cercando varie carte sul pianoforte) Io ve l'ho detto, è il titolo dell'opera novella.

Bartolo Or bene; intesi: andiamo.

Rosina Eccolo qua.

Conte Da brava; incominciamo. (siede al pianoforte, e Rosina canta accompagnata dal Conte. Bartolo siede e ascolta) [Aria]

Rosina Contro un cor che accende amore Di verace invitto ardore S'arma invan poter tiranno Di rigor, di crudeltà. D'ogni assalto vincitore Sempre amor trionferà. (Bartolo s'addormenta) (Ah Lindoro mio tesoro... Se sapessi... se vedessi... Questo cane di tutore Ah che rabbia che mi fa. Caro a te mi raccomando Tu mi salva per pietà.)

Conte (Non temer, ti rassicura, Sorte amica a noi sarà.)

Rosina Dunque spero?...

Conte A me t'affida.

Rosina Il mio cor...

Conte Giubbilerà. (Bartolo si va risvegliando)

Rosina Cara immagine ridente Dolce idea d'un lieto amore Tu m'accendi in petto il core Tu mi porti a delirar.

[Recitativo]

Conte Bella voce! bravissima.
Rosina Oh mille grazie...

Bartolo Certo: bella voce. Ma quest'aria cospetto è assai noiosa. La musica a' miei tempi era altra cosa. Ah! quando per esempio Cantava Cafariello Quell'aria portentosa... la, ra, là. (provandosi di rintracciare il motivo) Sentite, don Alonso, eccola qua.

[Arietta]

Quando mi sei vicina Amabile Rosina... (interrompendo) L'aria dicea Giannina, Ma io dico Rosina. (con vezzo verso Rosina) Quando mi sei vicina Amabile Rosina, Il cor mi balla in petto Mi balla il minuetto... (accompagnandosi col ballo; durante questa canzonetta entra Figaro col bacile sotto il braccio, e si pone dietro Bartolo imitandone il ballo con caricatura. Rosina ride)

[Recitativo]

Bartolo (avvedendosi di Figaro) Bravo, signor barbiere, Ma bravo.
Figaro Eh niente affatto, Scusi, son debolezze.

Bartolo Ebben guidone, Che vieni a fare?

Figaro Oh bella, Vengo a farvi la barba, oggi vi tocca.

Bartolo Oggi non voglio.

Figaro Oggi non vuol? domani Non potrò io.

Bartolo Perché?

Figaro Perché ho da fare. (lascia sul tavolino il bacile, e cava un libro di memoria) A tutti gli ufficiali Del nuovo Reggimento, barba e testa... Alla marchesa Andronica Il biondo perucchin coi maronè... Al contino Bombè Il ciuffo a campanile... Purgante all'avvocato Bernardone Che ieri s'ammalò d'indigestione... E poi... e poi... che serve... (riponendo in tasca il libro) Doman non posso.

Bartolo Orsù, meno parole, Oggi non vo' far barba.

Figaro No?... cospetto! Guardate che avventori! Vengo stamane; in casa v'è l'inferno, Ritorno dopo pranzo: oggi non voglio: (contrafacendolo) Ma che mi avete preso Per un qualche barbier da contadini? Chiamate pure un altro, io me ne vado. (riprende il bacile in atto di partire)

Bartolo Che serve?... a modo suo. Vedi che fantasia! Va in camera a pigliar la biancheria. (si cava dalla cintola un mazzo di chiavi per darle a Figaro, indi le ritira) No, vado io stesso. (entra)

Figaro Ah se mi dava in mani Il mazzo delle chiavi ero a cavallo. (a Rosina marcato) Dite; non è fra quelle La chiave, che apre quella gelosia?

Rosina Sì certo è la più nuova. (rientra Bartolo)

Bartolo (Oh son pur buono A lasciar qua quel diavol di barbiere!) (dando le chiavi a Figaro) Animo, va tu stesso. Passato il corridor, sopra l'armadio Il tutto troverai. Bada non toccar nulla.

Figaro Eh non son matto. (Allegri.) Vado e torno. (Il colpo è fatto.) (entra)

Bartolo (al Conte) È quel briccon, che al Conte Ha portato il biglietto di Rosina.

Conte Mi sembra un imbroglion di prima sfera.

Bartolo Eh a me non me la ficca... (si sente di dentro un gran rumore, come di vasellame che si spezza) Ah disgraziato me!

Rosina Ah che rumore.

Bartolo Oh che briccon! me lo diceva il core. (entra)

Conte (a Rosina) Quel Figaro è un grand'uomo; or che siam soli Ditemi, o cara; il vostro al mio destino D'unir siete contenta? Franchezza!...

Rosina (con entusiasmo) Ah mio Lindoro, Altro io non bramo... (si ricompone vedendo rientrar Bartolo e Figaro)

Conte Ebben?...

Bartolo Tutto mi ha [rotto: Sei piatti, otto bicchieri, una terrina.

Figaro Vedete che gran cosa: ad una chiave (mostrando di soppiatto al Conte la chiave della gelosia che avrà rubata dal mazzo) Se io non mi attaccava per fortuna Per quel maledettissimo Corridor così oscuro Spezzato mi sarei la testa al muro. Tiene ogni stanza al buio, e poi... e poi...

Bartolo Oh non più.

Figaro Dunque andiam. (al Conte e Rosina) (Giudizio.)

Bartolo A noi. (si dispone per sedere e farsi radere. In questo entra Basilio)

 
 
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scena IV
Don Basilio, e detti.

[Quintetto]

Rosina Don Basilio!...
Conte Cosa veggo!

Figaro (Quale intoppo!...)

Bartolo Come qua?

Basilio Servitor di tutti quanti.

Bartolo (Che vuol dir tal novità?)

Conte e Figaro (Qui franchezza ci vorrà.)

Rosina (Ah di noi che mai sarà.)

Bartolo Don Basilio, come state?

Basilio (stupito) Come sto?...

Figaro (interrompendo) Or che s'aspetta? Questa barba benedetta La facciamo? sì o no?

Bartolo (a Figaro) Ora vengo. (a Basilio) Ehi il Curiale...

Basilio (stupito) Il Curiale?...

Conte (interrompendolo) Io gli ho narrato Che già tutto è combinato, (a Bartolo) Non è ver?...

Bartolo Sì, tutto io so.

Basilio Ma, don Bartolo spiegatemi...

Conte (interrompendo; a Bartolo) Ehi, dottore, una parola. (a Basilio) Don Basilio, son da voi. (a Bartolo) Ascoltate un poco qua. (piano a Bartolo) (Fate un po' ch'ei vada via, Ch'ei ci scopra ho gran timore: Della lettera, signore, Ei l'affare ancor non sa.) (a Basilio) Colla febbre, don Basilio, Chi v'insegna a passeggiare?... (Figaro ascoltando con attenzione si prepara a secondare il Conte)

Basilio (stupito) Colla febbre?...

Conte E che vi pare?... Siete giallo come un morto.

Basilio (stupito) Come un morto?...

Figaro (tastandogli il polso) Bagattella! Cospetton!... che tremarella!... Questa è febbre scarlattina.

Conte e Figaro Via prendete medicina, Non vi state a rovinar. (il Conte dà a Basilio una borsa di soppiatto)

Figaro Presto presto andate a letto...

Conte Voi paura inver mi fate...

Bartolo e Rosina Dice bene, andate, andate...

Tutti Presto andate a riposar.

Basilio (stupito) (Una borsa!... andate a letto!... Ma che tutti sian d'accordo!...)

Tutti Presto a letto...

Basilio Eh non son sordo, Non mi faccio più pregar.

Figaro Che color!...

Conte Che brutta cera!...

Basilio Brutta cera!...

Conte e Figaro Oh brutta assai!...

Basilio Dunque vado...

Tutti Andate, andate. Buona sera, mio signore, Pace, sonno, e sanità. (Maledetto seccatore.) Presto andate via di qua.

Basilio Buona sera... ben di core... Obbligato... in verità. (Ah che in sacco va il tutore.) Non gridate, intesi già. (parte)

Figaro Orsù, signor don Bartolo.

Bartolo Son qua. (Bartolo siede, e Figaro gli cinge al collo uno sciugatoio disponendosi a fargli la barba; durante l'operazione Figaro va coprendo i due amanti) Stringi, bravissimo.

Conte Rosina, deh ascoltatemi.

Rosina Vi ascolto, eccomi qua. (siedono fingendo studiar musica)

Conte (a Rosina con cautela) A mezza notte in punto A prendervi qui siamo: Or che la chiave abbiamo Non v'è da dubitar.

Figaro (distraendo Bartolo) Ahi!... ahi!...

Bartolo Che cosa è stato?...

Figaro Un non so che nell'occhio!... Guardate... non toccate... Soffiate per pietà.

Rosina A mezza notte in punto Anima mia t'aspetto. Io già l'istante affretto Che teco mi unirà.

Bartolo Ma lasciami vedere!

Figaro Vedete; chi vi tiene?

Conte e Rosina (fingendo solfeggiare) Do re mi fa sol la... (Bartolo si alza e si avvicina agli amanti)

Conte Ora avvertir vi voglio, Cara, che il vostro foglio Perché non fosse inutile Il mio travestimento...

Bartolo Il suo travestimento?... Ma bravi, ma bravissimi! Ma bravi in verità! Bricconi, birbanti, Ah voi tutti quanti Avete giurato Di farmi crepar. Uscite furfanti Vi voglio accoppar, Di rabbia di sdegno Mi sento crepar.

Rosina, Conte e Figaro L'amico delira, La testa gli gira, Dottore tacete Vi fate burlar. Tacete, partiamo, Non serve gridar. (Intesi ci siamo Non v'è a replicar.)

 
 
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scena V
Bartolo, indi Berta, e Ambrogio.

[Recitativo]

Bartolo Ah disgraziato!... ed io Non mi accorsi di nulla. Ah don Basilio Sa certo qualche cosa. (dopo aver riflettuto) Ehi chi è di là? Chi è di là?... senti Ambrogio?... (escono Ambrogio e Berta da parti opposte) Corri da don Basilio qui rimpetto. Digli ch'io qua l'aspetto, Che venga immantinente Che ho gran cose da dirgli, e ch'io non vado Perché... perché... perché ho di gran ragioni. Va subito. (Ambrogio parte) (a Berta) Di guardia Tu piàntati alla porta, e poi... no no (Non me ne fido) io stesso ci starò. (parte)
 
 
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scena VI
Berta sola.

Berta Che vecchio sospettoso. Vada pure E ci stia finché crepa. Sempre gridi e tumulti in questa casa. Si litiga, si piange, si minaccia, Non v'è un'ora di pace Con questo vecchio avaro e brontolone. Oh che casa!... oh che casa in confusione.

[Aria]

Il vecchietto cerca moglie Vuol marito la ragazza Quello freme, questa è pazza Tutti e due son da legar. Ma che cosa è questo amore Che fa tutti delirar?... Egli è un male universale Una smania, un certo ardore Che nel core dà un tormento... Poverima anch'io lo sento Né so come finirà. Ah vecchiaia maledetta Che disdetta singolar! Niun mi bada, niun mi vuole Son da tutti disprezzata E vecchietta disperata Mi convien così crepar.
(parte)

 
 
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scena VII
Don Bartolo introducendo don Basilio.

[Recitativo]

Bartolo Dunque voi don Alonso Non conoscete affatto?
Basilio Affatto.

Bartolo Ah certo Il conte lo mandò. Qualche gran trama Qua si prepara.

Basilio Io poi Dico che quell'amico Era il conte in persona.

Basilio Il conte?...

Basilio Il conte. (La borsa parla chiaro.)

Bartolo Sia che si vuole, amico, dal notaro Vo' in questo punto andare: in questa sera Stipolar di mie nozze io vo' il contratto.

Basilio Il notar? siete matto?... Piove a torrenti e poi Questa sera il notaro È impegnato con Figaro; il barbiere Marita una nipote.

Bartolo Una nipote?... Che nipote?... Il barbiere Non ha nipoti. Ah qui v'è qualche imbroglio. Questa notte i bricconi Me la vogliono far; presto il notaro Qua venga sull'istante. Ecco la chiave del portone: andate, Presto per carità. (gli dà una chiave)

Basilio Non temete: in due salti io torno qua.

(parte)

 
 
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scena VIII
Bartolo; indi Rosina.

Bartolo Per forza o per amore Rosina avrà da cedere,... cospetto!... Mi viene un'altra idea. Questo biglietto (cava dalla tasca il biglietto datogli dal Conte) Che scrisse la ragazza ad Almaviva Potria servir... Che colpo da maestro! Don Alonso, il briccone, Senza volerlo mi die' l'armi in mano. Ehi Rosina, Rosina! (Rosina dalle sue camere entra senza parlare) Avanti avanti, Del vostro amante io vi vo' dar novella. Povera sciagurata! in verità Collocaste assai bene il vostro affetto. Del vostro amor sappiate Ch'ei si fa gioco in sen d'un'altra amante. Ecco la prova. (le dà il biglietto)

Rosina Oh cielo! il mio biglietto.

Bartolo Don Alonso e il barbiere Congiuran contro voi, non vi fidate. In potere del conte d'Almaviva Vi vogliono condurre...

Rosina (In braccio a un altro!... Che mai sento... ah Lindoro!... ah traditore! Ah sì!... vendetta! e vegga, Vegga quell'empio chi è Rosina.) Dite, Signore, di sposarmi Voi bramavate...

Bartolo E il voglio.

Rosina Ebben, si faccia! Io... son contenta!... ma, all'istante; udite: A mezza notte qui sarà l'indegno Con Figaro il barbier; con lui fuggire... Per sposarlo io voleva...

Bartolo Ah scellerati! Corro a sbarrar la porta.

Rosina Ah mio signore! Entran per la fenestra. Hanno la chiave.

Bartolo Non mi muovo di qui! Ma... e se fossero armati?... Figlia mia, Poiché ti sei sì bene illuminata Facciam così. Chiuditi a chiave in camera, Io vo a chiamar la forza: Dirò che son due ladri, e come tali!... Corpo di bacco!... l'avrem da vedere! Figlia, chiuditi presto: io vado via. (parte)

Rosina Quanto! quanto è crudel la sorte mia!

[Temporale]

Segue Istromentale esprimente un temporale. Dalla fenestra di prospetto si vedono frequenti lampi, e si ascolta il romore del tuono. Sulla fine dell'istromentale si vede dal di fuori aprire la gelosia, ed entrare un dopo l'altro Figaro, ed il Conte avvolti in mantello, e bagnati dalla pioggia. Figaro avrà in mano una lanterna.
 
 
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scena IX
Il Conte e Figaro, indi Rosina.

[Recitativo]

Figaro Al fine eccoci qua.
Conte Figaro, dammi man. Poter del mondo! Che tempo indiavolato.

Figaro Tempo da innamorati.

Conte Ehi fammi lume. (Figaro accende i lumi) Dove sarà Rosina?

Figaro (spiando) Ora vedremo... Eccola appunto.

Conte (con trasporto) Ah mio tesoro!...

Rosina (rispingendolo) Indietro Anima scellerata; io qui di mia Stolta credulità venni soltanto A riparar lo scorno; a dimostrarti Qual sono, e quale amante Perdesti, anima indegna, e sconoscente.

Conte Io son di sasso.

Figaro Io non capisco niente.

Conte Ma per pietà...

Rosina Taci. Fingesti amore Sol per sacrificarmi A quel tuo vil Conte Almaviva...

Conte Al Conte?... Ah sei delusa!... oh me felice! adunque Tu di verace amore Ami Lindor... rispondi.

Rosina Ah sì! t'amai purtroppo!...

Conte Ah non è tempo Di più celarsi, anima mia: ravvisa (s'inginocchia gettando il mantello, che viene raccolto da Figaro) Colui che sì gran tempo Seguì tue traccie, che per te sospira, Che sua ti vuol, che fin da questo istante A farti di tua sorte appien sicura Amore eterno, eterna fé ti giura. Mirami, o mio tesoro, Almaviva son io: non son Lindoro.

[Terzetto]

Rosina Ah qual colpo inaspettato!... Egli stesso!... oh ciel! che sento! Di sorpresa, di contento Son vicina a delirar.
Conte Qual trionfo inaspettato!... Me felice!... oh bel momento! Ah d'amore, di contento Son vicino a delirar.

Figaro Son rimasti senza fiato! Ora muoion dal contento! Guarda guarda il mio talento Che bel colpo seppe far.

Rosina Ma signor... ma voi... ma io...

Conte Ah non più, non più, ben mio, Il bel nome di mia sposa Idol mio, t'attende già.

Rosina Il bel nome di tua sposa Ah qual gioia al cor mi dà.

Figaro Bella coppia; Marte e Venere, Gran poter del Caduceo! E il baggiano di Vulcano è già in rete e non lo sa.

Conte e Rosina Oh bel nodo avventurato Che fai paghi i miei desiri! Alla fin de' miei martiri Tu sentisti, Amor, pietà.

Figaro Presto andiamo: vi sbrigate: Via lasciate quei sospiri; Se si tarda i miei raggiri Fanno fiasco in verità. (Figaro va al balcone) Ah cospetto che ho veduto! Alla porta... una lanterna... Due persone... che si fa?

Conte, Rosina, Figaro Zitti zitti piano piano Non facciamo confusione Per la scala dal balcone Presto andiamo via di qua.

(vanno per partire)

[Recitativo]

Figaro Ah disgraziati noi! come si fa?...
Conte Che avvenne mai?...

Figaro La scala...

Conte Ebben?...

Figaro La scala non v'è più.

Conte Che dici?

Figaro Chi mai l'avrà levata?

Conte Quale inciampo crudel!...

Rosina Me sventurata!

Figaro Zi... zitti... sento gente. Ora ci siamo Signor mio, che si fa?

Conte (si ravvolge nel mantello) Mia Rosina, coraggio.

Figaro Eccoli qua. (si ritirano verso una delle quinte)

 
 
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scena X
Don Basilio con lanterna in mano introducendo un Notaio con carte in mano.

Basilio (chiamando alla quinta opposta) Don Bartolo, don Bartolo...

Figaro (accennando al Conte) Don Basilio.

Conte E quell'altro?

Figaro Ve', ve': il nostro Notaro, allegramente. Lasciate fare a me. Signor Notaro: (Basilio e il Notaro si rivolgono e restano sorpresi. Il Notaro si avvicina a Figaro) Dovevate in mia casa Stipolar questa sera Un contratto di nozze Fra il Conte d'Almaviva, e mia nipote. Gli sposi, eccoli qua. Avete indosso La scrittura? (il Notaio cava una scrittura) Benissimo.

Basilio Ma piano, Don Bartolo... dov'è?...

Conte (chiamando a parte don Basilio, cavandosi un anello dal dito additandogli di tacere) Ehi don Basilio Questo anello è per voi.

Basilio Ma io...

Conte Per voi Vi sono ancor due palle nel cervello (cava una pistola) Se v'opponete.

Basilio (prende l'anello) Oibò; prendo l'anello. Chi firma?...

Conte e Rosina Eccoci qua. (sottoscrivono) Son testimoni Figaro e don Basilio. Essa è mia sposa.

Figaro e Basilio Evviva.

Conte Oh mio contento!

Rosina O sospirata mia felicità.

Tutti Evviva. (nell'atto che il Conte bacia la mano a Rosina, e Figaro abbraccia goffamente don Basilio entra don Bartolo come appresso)

 
 
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scena ultima
Don Bartolo, un Alcalde, Alguazils, Soldati, e detti.

Bartolo Fermi tutti. Eccoli qua. (additando Figaro e il Conte all'Alcalde e ai Soldati, e slanciandosi contro Figaro)

Figaro Colle buone, signor.

Bartolo Signor, son ladri, Arrestate, arrestate.

Alcalde Mio signore Il suo nome.

Conte Il mio nome è quel d'un uom d'onor. Lo sposo io sono Di questa...

Bartolo Eh andate al diavolo. Rosina Esser deve mia sposa: non è vero?

Rosina Io sua sposa?... oh nemmeno per pensiero.

Bartolo Come? come fraschetta?... ah son tradito! Arrestate vi dico. (additando il Conte) è un ladro.

Figaro Or or l'accoppo.

Bartolo è un birbante, è un briccon.

Alcalde (al Conte) Signore...

Conte Indietro.

Alcalde (con impazienza) Il nome.

Conte Indietro, dico, Indietro.

Alcalde Ehi, mio signor, basso quel tuono. Chi è lei?

Conte (scoprendosi) Il Conte d'Almaviva io sono.

[Recitativo accompagnato]

Bartolo Il Conte!... che mai sento!... (verso l'Alcalde e i Soldati) Ma cospetto!...
Conte T'accheta; invan t'adopri, Resisti invan. De' tuoi rigori insani Giunse l'ultimo istante. In faccia al mondo Io dichiaro altamente (toglie la scrittura di nozze dalle mani del Notaro, e la dà all'Alcalde) Costei mia sposa: il nostro nodo o cara Opra è d'amore: amore Che ti fe' mia consorte A me ti stringerà fino alla morte. Respira omai: del fido sposo in braccio Vieni, vieni a goder sorte più lieta.

Bartolo Ma io...

Conte Taci.

Bartolo Ma voi...

Conte Non più, t'accheta.

[Aria]

Cessa di più resistere, Non cimentar mio sdegno: Spezzato è il giogo indegno Di tanta crudeltà. Della beltà dolente D'un innocente amore L'avaro tuo furore Più non trionferà. (a Rosina) E tu, infelice vittima, D'un reo poter tiranno Sottratta al giogo barbaro Cangia in piacer l'affanno, E al fianco a un fido sposo Gioisci in libertà. (all'Alcalde, ed a' suoi seguaci) Cari amici...
Coro Non temete.

Conte Questo nodo...

Coro Non si scioglie; Sempre a lei vi stringerà. (il Notaro presenta a Bartolo la scrittura. Egli la legge dando segni di dispetto)

Conte Ah il più lieto, il più felice È il mio cor de' cori amanti!... Non fuggite, o lieti istanti, Della mia felicità.

Coro Annodar due cori amanti è piacer che egual non ha.

[Recitativo]

Bartolo In somma io ho tutti i torti!...
Figaro Eh, purtroppo è così!

Bartolo (a Basilio) Ma tu briccone, Tu per tradirmi, e far da testimonio!...

Basilio Ah don Bartolo mio, quel signor Conte Certe ragioni ha in tasca, Certi argomenti a cui non si risponde.

Bartolo Ed io, bestia solenne, Per meglio assicurare il matrimonio Io portai via la scala dal balcone!

Figaro Ecco che fa un'inutil precauzione.

Bartolo Ah disgraziato!...io crepo! Ma e la dote?... io non posso...

Conte Eh via; di dote Io bisogno non ho: va, te la dono.

Figaro Ah ah ridete adesso?... Bravissimo don Bartolo! Ho veduto alla fin rasserenarsi Quel vostro ceffo amaro e foribondo. Ma già ci vuol fortuna in questo mondo.

Rosina Dunque signor don Bartolo!...

Bartolo Sì, sì, ho capito tutto.

Conte Ebben, dottore!...

Bartolo Sì, sì, che serve! quel ch'è fatto è fatto. Andate pur che il ciel vi benedica.

Figaro Bravo, bravo! un abbraccio!... Venite qua dottore.

Rosina Oh noi felici!

Conte Oh fortunato amore. (si danno la mano)

[Finaletto II]

Figaro Di sì felice innesto Serbiam memoria eterna, Io smorzo la lanterna Qui più non ho che far. (smorza la lanterna)
Coro Amore e fede eterna Si vegga in voi regnar.

Rosina Costò sospiri e pene Questo felice istante, Al fin quest'alma amante Comincia a respirar.

Coro Amore e fede eterna Si vegga in voi regnar.

Conte Dell'umile Lindoro La fiamma a te fu accetta, Più bel destin t'aspetta Su vieni a giubbilar.

Coro Amore e fede eterna Si vegga in voi regnar.

fine